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Dove va un libro? Beh, al suo posto. È che appena si prova a capire quale sia, quel posto, le cose si complicano. Nei mesi scorsi gli oltre trentamila libri appartenuti a Umberto Eco hanno viaggiato dalla sua casa di Milano alla loro nuova dimora di Bologna, a Palazzo Poggi. Farli arrivare tutti è stato il meno. La cosa complicata era conservare l’ordine che Eco aveva scelto per loro, secondo un criterio di affinità tematica che, nelle sue intenzioni, funzionava sia in orizzontale che in verticale. Un'idea chiara magari nella sua testa, ma praticamente inaccessibile agli altri. La biblioteca privata di Eco funziona, giustamente, come una specie di mappa del pensiero del suo proprietario ed è così che si è scelto di mantenerla anche ora che le sue nuove sale saranno aperte al pubblico. Una biblioteca comunale, invece, deve provare a disegnare una mappa che contenga il maggior numero di sentieri possibile. E allora, dove va un libro? Disporre scaffali, sezioni e collocazioni vuol dire decidere quali libri far incontrare, quali percorsi rendere più semplici, quali scoperte lasciare al caso. In questo periodo ci stiamo ponendo molte domande di questo tipo, immaginerete bene il perché: tra non molto, migliaia dei nostri libri dovranno davvero trovare il loro posto nella nuova biblioteca del Centro culturale Lambruschini. |
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Due giorni per incontrare chi scrive, per ascoltare storie, condividere pensieri. E, perché no, per trascorrere un po’ di tempo insieme. Il 17 e 18 ottobre alla Gilberto Rovai di Incisa torna Una piazza di libri, la festa annuale della biblioteca.
Si comincia sabato mattina con I misteri di Halloween e le ombre, un laboratorio per bambine e bambini dai 7 ai 10 anni curato dal Comitato Genitori Scuole di Incisa. Con questo appuntamento inizia la nuova collaborazione tra il Comitato e la biblioteca che nei prossimi mesi proporrà tanti momenti per avvicinare i più piccoli alla lettura e alla creatività.
Nel pomeriggio, il mistero passa dalle storie per bambini alle pagine di Crudele è la notte, l’esordio noir di Giovanni Jonvalli e Mirco Filistrucchi, edito da SEM Libri. I due autori incontrano i lettori della biblioteca per accompagnarli nella Madrid del 1962, dove un ispettore indaga sulle morti di alcuni bambini, sullo sfondo della Spagna franchista.
Alla sera, torna uno degli appuntamenti più amati: Una notte in biblioteca, per bambine e bambini dagli 8 agli 11 anni. Si arriva con cena al sacco e sacco a pelo, si gioca, si ascoltano le letture della buonanotte e ci si addormenta in compagnia dei libri. Al risveglio, colazione tutti insieme prima di ritrovare i genitori.
La domenica mattina ci si sgranchisce un po’ con L’arte di camminare, una passeggiata letteraria promossa dai Gruppi di lettura delle biblioteche comunali di Figline e Incisa Valdarno. Un percorso a piedi con soste dedicate alle parole, alla lettura e alla condivisione.
Poi la chiusura, quest’anno affidata alla poesia: l’autrice figlinese Cecilia Ferretti presenta Per amore del mio caos, la sua prima raccolta poetica, edita da Dialoghi.
La biblioteca rimarrà aperta per la durata degli eventi con tutti i servizi attivi. Sarà anche l’occasione per curiosare tra i nuovi acquisti e scegliere un libro da portare a casa. Un invito a tornare, anche dopo la festa.
Gli appuntamenti sono gratuiti. Per il laboratorio, la Notte in biblioteca e la passeggiata letteraria è necessaria la prenotazione. Il programma completo, con orari, dettagli e modalità di prenotazione, è disponibile su www.comunefiv.it.
Clicca sull'immagine per scaricare il programma completo 👇 |
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Ecco Mahadi, Filippo e Rosa, tre volti nuovi e giovani che da qualche giorno vedete in biblioteca.
Sono i volontari del Servizio civile che resteranno con noi per un anno. Un’occasione per imparare, mettersi alla prova e contribuire alla vita della comunità, partecipando al lavoro quotidiano di un servizio fatto di libri, persone e relazioni.
Per le nostre biblioteche è una bella tradizione. Negli anni abbiamo accompagnato tanti giovani in questa esperienza, che per alcuni è stata anche un primo passo nel mondo del lavoro. Qualcuno lo ritrovate ancora oggi dall’altra parte del bancone, qui da noi o in altre biblioteche.
A Mahadi, Filippo e Rosa il nostro benvenuto e l’augurio di un anno ricco di incontri e scoperte! |
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Ci siamo rifatti il dorso
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Anche le piccole cose hanno bisogno di cura. Comprese le etichette sul dorso dei libri. Ne abbiamo ridisegnato la grafica, realizzandola internamente in biblioteca, per renderle più chiare, leggibili e coerenti con l’identità visiva delle nostre biblioteche.
Un piccolo lavoro di facciata dopo anni dedicati alla sostanza, cioè ad adeguare il patrimonio delle due sedi agli standard internazionali di catalogazione, perché ogni libro possa essere chiamato con il suo nome, reso visibile e trovabile. Che poi, se aiuta a orientarsi tra gli scaffali, anche la forma è sostanza. |
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Storie della nostra storia
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Ogni mese vi portiamo alla scoperta di un racconto, una curiosità o un episodio che pensiamo valga la pena conoscere, scegliendo tra i libri della nostra sezione locale. Con l'inizio della nuova stagione del Garibaldi, vi proponiamo una storia legata proprio al teatro di Figline |
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Il 24 aprile 1921 una bomba esplode al Teatro Garibaldi di Figline. Fa «più rumore che danno», come scrivono le cronache dell’epoca, ma a scoppiare, insieme all’ordigno, è una vicenda fatta di accuse, confessioni, ritrattazioni, armi nascoste e sospetti. Ne La bomba al Teatro Garibaldi, Bruno Bonatti parte da un fatto di cronaca locale per allargare lo sguardo sulla società del primo dopoguerra, impoverita e sconvolta dalla guerra, divisa dallo scontro fra socialisti, anarchici e il nascente fascismo. La tensione politica entra nella vita quotidiana e finisce per condizionare anche le indagini e l’amministrazione della giustizia. La storia della bomba è allora una porta d’ingresso su una stagione molto più grande e violenta ed è un ottimo esempio di quello che può fare la sezione locale di una biblioteca: rendere fisica la storia, portando dinamiche che possono sembrare lontane dentro le strade, le piazze e i luoghi ancora oggi a noi familiari. |
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Ricorda che puoi sempre controllare la disponibilità dei titoli anche sul catalogo online delle biblioteche |
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Consigli di lettura dalle nostre biblioteche |
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Ernest Hemingway Fiesta
Cent’anni fa, nell’ottobre 1926, usciva Fiesta. Il mondo di Hemingway, della Parigi febbrile e bohémien, delle corride di Pamplona, sembra lontanissimo. Se però si lascia che quei ragazzi della “generazione perduta” ci parlino – eccome se parlano nel libro, fatto in gran parte di dialoghi asciutti e serrati – si cominceranno a riconoscere delle tensioni familiari ai giorni nostri. L’inquietudine di persone che hanno moltissime possibilità davanti e pochissime certezze dentro, alla continua ricerca di modi per partire, distrarsi, perdersi e cercarsi. |
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Equipaggio della Tanimar Controdizionario del confine
Ci sono parole che in certi contesti non servono, e quindi non esistono. Altre che conosciamo bene ma che, una volta attraversato un confine, cambiano significato. Poi ci sono quelle che nascono fuori dai dizionari, dall’incontro e dall’incrocio tra persone e lingue: parole inventate, deformate, mescolate o prese in prestito per dare un nome alle esperienze che ancora non ce l’hanno. Nel Mediterraneo, frontiera meridionale d’Europa e orizzonte di speranza per chi lo affronta dall’Africa e dal Medio Oriente, si è formata una specie di lingua nuova. È il linguaggio del viaggio, dell’attesa, della violenza e della nostalgia, in cui l’aventure ha un significato diverso da quello che ha in francese, lo sguardo sugli altri si rovescia e si inventano parole nuove per dire la gioia dell’approdo dopo tanti tentativi falliti. Capire le parole degli altri è spesso il primo passo per avvicinarsi alle loro esperienze. |
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Karen Exner Che cos'ho in testa?
Che cosa racconta un cappello? Può dire da dove veniamo, qual è il nostro lavoro, se apparteniamo a qualche comunità o semplicemente come ci piace presentarci agli altri. In Che cos’ho in testa? Karen Exner sceglie copricapi di ogni forma, epoca e provenienza e li disegna nel suo stile inconfondibile. Berretti, caschi, cuffie, veli e parrucche diventano porte d’ingresso su mondi diversi, mostrando che basta guardare un po’ più in alto del solito per accorgersi di quante storie ci sono intorno a noi. Un libro curioso e divertente che ci ricorda come le differenze vadano prese per quello che sono: qualcosa che rende il mondo molto più interessante.
Età consigliata: dai 6 anni |
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Pronti-via e siamo già al secondo incontro per i gruppi di lettura della biblioteca, ripartiti a pieno ritmo e con un numero di partecipanti che sta crescendo più in fretta che mai!
Questo mese, il gruppo Libri alle 21 si incontrerà lunedì 5 ottobre alla Biblioteca di Figline per parlare di Un amore di Dino Buzzati.
Lunedì 12 ottobre, sempre a Figline, tocca a Libri alle 21 e ¼, il gruppo dedicato alle letture "pop". Stavolta con il commento a Fun Home. Una tragicommedia familiare di Alison Bechdel e due manga del grande fumettista Tatsuki Fujimoto, Look back e Goodbye, Eri.
Se vuoi unirti ai gruppi di lettura o se vuoi maggiori informazioni, scrivici. |
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